"Dall' E626 all' Eurostar"

DALL’E.626 ALL’EUROSTAR

1928-2008: ottant’anni di locomotive elettriche FS

Giovanni Cornolò


E’ l’ultima opera in ordine di tempo del Cornolò, grande osservatore della realtà ferroviaria italiana ed estera, e non tradisce le attese dei suoi estimatori; malgrado la robustezza del volume, che supera le cinquecento pagine, l’Autore riesce a coinvolgere il lettore nelle vicende storiche del sistema di trazione elettrica da ultimo adottato dalle Ferrovie dello Stato con un calibrato mix di narrativa e di descrizioni tecniche.
Il libro appare inoltre di utile lettura per chi, come i soci dell’ATSP, si occupa del recupero di rotabili storici, in quanto fornisce – anche per i Gruppi più anziani come le E.626, le E.424 e le E.636 – importanti spunti storici e, senza tema di smentita, anche culturali.

Con una scelta quasi obbligata il Cornolò non si sottrae all’analisi del sistema di trazione trifase, che a partire dalla fine degli anni Venti dello scorso secolo cominciò a lasciare il passo alla più moderna e versatile alimentazione a corrente continua a 3.000 V; l’Autore assolve preliminarmente a questo vincolo con una rapida, ma esaustiva, carrellata sulle macchine trifase entrate via via in servizio presso le FS, sottolineandone pregi e – soprattutto – difetti, pervenendo così – esattamente come fu la genesi dei progetti più innovativi – alla conclusione che i limiti di tale sistema erano ormai raggiunti e occorreva trovare soluzioni al passo con i tempi.
Fra le E.626 e le E.404 degli Eurostar corrono ottant’anni di storia e di importanti innovazioni tecnologiche; anche al lettore neofita non sfuggirà la delicatezza di tratto propria dell’Autore nello spiegare la progressiva modernizzazione del parco macchine FS, partendo dalle locomotive a regolazione reostatica e proseguendo con la descrizione dei successivi capisaldi costruttivi che, complice l’utilizzo dell’elettronica di potenza, hanno segnato lo sviluppo delle macchine più recenti: dall’introduzione dei tiristori e dei “chopper”, fino agli attuali sistemi di azionamento ad inverter.
La profondità delle ricerche d’archivio è palese e si traduce in accurati capitoli dedicati ad ogni principale Gruppo di macchine, senza trascurare le varie “sottoserie” nelle quali tradizionalmente detti Gruppi finirono per ripartirsi in virtù delle innovazioni tecniche adottate sulle locomotive durante il periodo della loro costruzione.
Non mancano adeguati riferimenti anche sulle macchine di manovra a trazione elettrica, ormai uscite di scena dai binari italiani.
Il libro non tralascia spunti polemici nei confronti delle varie amministrazioni succedutesi alla guida delle FS, né fa mistero di inefficienze e sprechi che hanno caratterizzato le cattive gestioni; non manca perciò neanche un succoso capitoletto dedicato alle “macchine che non camminarono mai”, le E.491/492 della mai attivata rete sarda che ancora oggi costituiscono un monumento allo sperpero del pubblico denaro.
La documentazione iconografica è quantitativamente di prim’ordine, vantando quasi un migliaio fra foto e disegni vari; qualche foto non è proprio di qualità adeguata al livello dell’opera e, se proprio vuol travarsi qualche altro piccolo neo al lavoro in esame, una più accurata correzione finale delle bozze avrebbe rimediato a diversi refusi che non rendono merito alla qualità indiscutibile del libro.

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Giovanni Cornolò, DALL’E.626 ALL’EUROSTAR - 1928-2008: ottant’anni di locomotive elettriche FS – pp 534 Ermanno Alberelli Editore Parma 2008

ISBN 888737263-2

Reperibile presso la Biblioteca delle principali riviste del settore ferroviario.

A cura di Pietro Marra socio ATSP