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Il Treno di Natale Stampa E-mail

Alle prime luci del giorno c’è animazione sulla locomotiva storica E 626 185.
Dopo tanto tempo di inattività si appresta per la nostra veterana locomotiva un giorno pieno di lavoro. Infatti è stata azionata la leva del compressore serbatoio dei pantografi e appena il manometro raggiunge le 4 atm ,, dopo che è stata spostata in avanti la leva dell’alza pantografi, incomincia ad alzarsi lentamente e con il classico schiocco si posiziona sotto la linea aerea a 3000 v mettendo subito in funzione i motoventilatori e i grossi compressori per la riserva dell’aria del sistema frenante; il suo particolare ronzio rompe il silenzio del deposito locomotive di Taranto.
Mentre la fioca luce della lampada di servizio della cabina illumina il quadro comando dove l’ago del manometro dei serbatoi dell’aria pian piano raggiunge la posizione delle 8 atm, i macchinisti controllano tutta la strumentazione di bordo del locomotore per predisporre la partenza.
Sono i veterani ed esperti Paolo Fiume e Costantino Canè, da sempre assegnati alla condotta delle nostre locomotive storiche. Le loro mani e i loro gesti sono tutti precisi e coordinati sulla strumentazione e sul controllo delle varie apparecchiature pneumatiche e meccaniche. E’ una grande fortuna averli sempre con noi, perché oltre all’amicizia ci sentiamo veramente sicuri e tranquilli.
Ora è tutto a posto e dopo aver dato il consenso al piazzalista, le luci della marmotta di uscita si predispongono in verticale; è il segnale di via libera e la locomotiva con un doppio fischio si muove lentamente trascinando con se la E 636 318 di rimando e tutto il convoglio di otto vetture.
 

 

Il treno con i passeggeri nella stazione di Lecce
(Foto Oreste Serrano)

 

Con velocità sempre più in progressione il binario 12 del deposito è presto libero e tutto il treno come un lungo serpentone impegna i vari scambi e si dirige verso il binario che lo porta alla verso stazione.
Ora il cielo è più chiaro senza nessuna nuvola e l’aria è tutta tersa e frizzante.
Il lungo convoglio storico risalente agli anni 30 è tutto illuminato e alla velocità consentita di 20 km/h è presto all’imbocco della stazione dove il segnale di protezione ci accoglie disposto al verde sul primo binario.
Le luci delle pensiline sono ancora accese quando l’E 626 185 aziona il suo stridente fischio per segnalare la sua presenza, che sembra un inno alla gioia per il suo ritorno a viaggiare. La E 636 318, che mi vede presente nella sua cabina, fa da contorno .
Le luci e i festoni del bar richiamano l’attenzione che è imminente il Natale.
C’è tanta gente, ferma a guardarci, che con il naso in su ci sorride e parlotta compiaciuta .
Oggi è domenica 13 dicembre; e la chiesa festeggia Santa Lucia, che nella tradizione cristiana da inizio al vero periodo natalizio .
Il nostro treno ha qualcosa che rispecchia questo bel giorno dell’anno; le sue carrozze sono addobbate per ricevere la gente e farla sentire a casa propria, circondata dall’affetto e dall’amore dei cari. Anche i festoni e le luci addobbano la sala del postale.
Per un momento ci sentiamo una enorme slitta tirata dalle renne dove portiamo tanti regali per fare felici e far ritornare piccini quelli che non lo sono più.
Ci sentiamo come Babbi Natale, solo che non siamo vestiti di rosso e non abbiamo la barba bianca; e con le guance un poco paffute e con il campanaccio in mano invitiamo ad accomodarsi sulla grande slitta perché qui è il mondo fantastico ricco di giochi e di dolci, di torrone e di pan d’oro, di balocchi e di cioccolata, di fantasia e di immaginazione; insomma il regno della felicità dove si va indietro nel tempo.
Lo sbattere delle porte ci porta alla realtà e come un miraggio il mormorio svanisce all’istante e cala nella stazione il silenzio.
All’interno del treno una comprensibile confusione pian piano svanisce e ogni persona prende il proprio posto .
Le bagagliere si riempiono di ogni roba. I vetri incominciano ad appannarsi. Il treno riprende a vivere.
Tutto è magico e meraviglioso; non per noi: è il treno del Natale.
Alle 08,15 il segnale del 1° binario della stazione di Taranto Centrale ci invita a partire e l’E 626 185, dopo il consueto fischio del macchinista, si muove con progressione sempre maggiore.
Il treno composto da due locomotive elettriche da sei vetture e due bagagliai è pieno in ogni ordine di posti. Sono più di quattrocento a bordo.
Il viaggio ha inizio e la gente seduta al proprio posto si gusta il paesaggio, rischiarato da un caldo sole invernale, che nella giornata non ci lascerà mai, facendo del giorno di Santa Lucia una giornata splendida.
A Grottaglie e a Francavilla Fontana altri passeggeri attendono il treno di Natale. A Brindisi è un passaggio veloce, con la gente ferma sulla banchina opposta che ci osserva increduli e incuriositi. La loro espressione sembra dire:” da dove vengono, chi sono, che treno è”
Ad orario stabilito si giunge a Lecce dove la gente si riversa sulla banchina del 5 binario; e senza nessuna fretta come se non si volessero lasciare andare, si avvia lentamente ai sottopassaggi.
Il viaggio di andata è finito.
Ma non quello del Natale.
Tutti i passeggeri si disperdono a gruppi tra le vie del centro storico, per trascorrere una piacevole giornata tra botteghe artigiane e bancarelle dei maestri “pupari” e cartapestai che tramandano una tradizione dal XV secolo e propongono oggi le loro creazioni artistiche e quanti cercano pezzi originali per allestire il proprio Presepe. La genealità artigiana dei leccesi si trova anche nei palazzi e nelle chiese della città, gioielli dell’architettura barocca ideati da raffinati architetti e modellati da scalpellini che hanno trasformato la morbida pietra leccese in un unico e straordinario monumento.
Nel frattempo il treno è ricoverato sul binario 7 della stazione, dove il personale dell’ATSP ne cura la sorveglianza.
Il rientro è fissato per le 18,10, che avviene con partenza puntuale dalla stazione di Lecce con arrivo a Taranto alle ore 19,50.
E’ la fine del viaggio. Tutte le porte del treno si aprono quasi all’unisono e il marciapiede del 1° binario e colmo di tanta gente; ci sono molti che attendevano il treno.
Il saluto che ci viene rivolto da moltissimi passeggeri, con i complimenti per il viaggio e per l’ottima organizzazione, ci ripaga del lavoro e della fatica che tutti noi abbiamo profuso per il” Treno di Natale”.
 



 

I passeggeri nella stazione di Lecce
(Foto Oreste Serrano)

 

 

Testo e foto Prof. Oreste Serrano Presidente ATSP

 
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