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Turismo ferroviario in Puglia
La E 646.028 “SABRINA” Della DTR PUGLIA E Il Modello Della ROCO Stampa E-mail

 

In occasione dell’apertura mensile della sede sociale dell’Associazione Treni Storici Puglia, sabato 7 dicembre è stato consegnato nelle mani del suo Presidente il modello della ROCO E 646 028 “Sabrina” da parte del Socio Altamura Antonio, offerto dall’importatore italiano Sig. Faustino Faustini come ringraziamento per la collaborazione data dall’ATSP alla realizzazione del modello. Il Presidente ha ricevuto nelle sue mani il bellissimo e realistico modello della “Sabrina”, esprimendo il suo ringraziamento alla Roco e al suo importatore, per l’attenzione della grande casa austriaca avuta nei confronti di un lavoro fatto dall’ ATSP, che ha reso unico una locomotiva di grande pregio storico riportandola allo stato originario a suo totale carico. Il Presidente ha anche ringraziato il socio Altamura Antonio per l’impegno profuso soddisfacendo tutte le richieste della Ditta, con l’invio di decine e decine di foto e rilievi di diverso genere. La Ditta Roco ha espresso il desiderio di realizzare altri modelli dei rotabili in cura all’ATSP, e il Presidente ha dato mandato pieno a continuare l’interessante dialogo, convenendo di proporre la realizzazione modellistica delle due vetture Tipo X Bz e ABz, restaurati dall’ATSP secondo i canoni degli anni 60/70, facenti parte del parco storico della Puglia, da abbinare in modo perfetto al modello E 646 028 “Sabrina”. La realizzazione modellistica della E 646 028 Roco, ci inorgoglisce per il lavoro fatto sulla macchina al reale, che in appena 6 mesi fu restaurata e riportata al suo stato reale del 1974, superando non poche difficoltà di natura tecnica, risultando la prima, e ancora oggi, unica E 646 priva del sistema a navetta. Per rendere l’idea del lavoro fatto renderà chiaro l’idea del lavoro svolto l’opuscolo uscito in occasione del treno organizzato dall’ATSP e Regione Puglia, Assessorato ai Trasporti, ”Ferrati in Storia” sulla tratta Taranto-Bari C.- Brindisi e vic, il 17 marzo 2011, che inaugurò la seconda vita alla E 646 028. Secondo le ultime notizie della Fondazione FS, cui oggi appartiene la locomotiva, fornitaci da Mario Silvestri, la E 646 028 andrà a presto presso le OML di Milano Greco per le manutenzioni di rito e l’implementazione del sistema STMC. Infine, cogliendo l’occasione, si ricorda che l’ATSP ha realizzato, sempre a suo carico e nel rispetto della storicità, dal 1998 il restauro, non solo estetico, di tutti i rotabili storici della ex DTR Puglia, che sono entrati a far parte del parco storico oggi alla Fondazione FS, e tanto per elencarli alcuni, la bellissima E 424 249(ex049) riportandola al 1949, la E 636 318, la E 626 185, la D 443 1030 , 10 vetture, la D 445 1034 che attende la sua sorte, la Gr 835 327 affidata dalla MM all’ATSP; oltre ad avere in affidamento dalla Cargo 3 carri antichi
Il Presidente dell’ATSP
Dott.Oreste Serrano
 
 
Il Treno Storico della Puglia va al cinema per la quinta volta Stampa E-mail

La neonata Ares Film, che ha sostituito la nota Janus International srl, sta lavorando per due importanti programmi Mediaset. Tra i progetti esecutivi della Ares Film ci sono infatti sia il tv movie “Caldo Criminale” con Sabrina Ferilli e Gabriel Garko per la regia di Eros Puglielli, e sia il “ Peccato e la Vergogna”, miniserie in costume che andrà in onda su canale 5 nel 2014 con protagonista Gabriel Garko e Manuela Arcuri nel ruolo di una popolana. Il “Peccato e la Vergogna” sarà una miniserie in 8 puntate che inizia negli anni 20 e si articola fino agli anni 60 e racconterà come il popolo di Roma ha vissuto il fascismo e il dopoguerra. Alcune scene di questa ultima serie riguardano la ferrovia, e l’Ares Film ha scelto per le riprese esterne la vettura di 1 classe Az 21006 della DPR Puglia,in cura all’ATSP-Onlus di Taranto, dove tutta la troupe cinematografica si è trasferita nell’area riservata ai rotabili storici dell’IMC di Taranto, per le riprese di alcune scene. Nell’occasione è stato allestito uno scompartimento con tende d’epoca e poggiatesta in panno di lino bianco fornita dall’Associazione. Le riprese sono state effettuate per tutta la giornata di lunedì 8 aprile in situazione di notturno; è ciò spiega il camouflage dei capannoni in tela nera intorno alla vettura, e l’accecamento di tutti i finestrini . Le riprese hanno avuto inizio la mattina e sono terminate alle 17.00. Erano presenti numerosi attori tra cui l’affascinante Gabriel Garko. Il Presidente dell’ATSP, Dott. Oreste Serrano, è stato presente alle riprese offrendo tutta propria disponibilità alla Ares Film, e per l’occasione non è mancata l’opera di propaganda con i responsabili della compagnia cinematografica. A tal proposito il regista e il responsabile dell’Ares Film (che si è scoperto un appassionato di ferrovia) sono rimasti impressionati dalla ottima qualità dei mezzi storici e dalla disponibilità dell’ATSP e dell’IMC di Taranto, e hanno promesso altre iniziative del genere. Questa è una ulteriore dimostrazione per gli scettici e gli indifferenti , che non mancano mai, della utilità di un centro di rotabili storici a Taranto che assolve in pieno le esigenze turistiche e culturali nell’area meridionale di iniziative del genere e di treni d’epoca.


 

Il Presidente


 

Dott. Prof. Oreste Serrano

 

 

 
Mostra - Evento sul Treno storico - Bari 18 Gennaio 2013 Stampa E-mail

Nell’ambito della formazione dei quadri del Terzo Settore, si è svolto venerdì 18 gennaio 2013 sul 5 binario lato ovest della stazione di Bari C. all’interno di 4 vetture del treno storico della Direzione Regionale Puglia la mostra/documento e la conferenza stampa dal tema “ Il viaggio dei Beni Comuni del Mezzogiorno”. L’evento era organizzato dalla direzione del FQTS con la” Fondazione Sud “, patrocinata dalla Regione Puglia, Assessorato ai Trasporti, Provincia di Bari, Comune di Bari, con la collaborazione dell’Associazione Treni Storici Puglia-Onlus. Alla conferenza Stampa, alla presenza delle Autorità e dei giornalisti e dei massimi dirigenti di Trenitalia Direzione Trasporto Regionale Puglia, hanno preso parte il Dott. Guglielmo Minervini, Assesore ai Trasporti della Regione Puglia, il Prof. Mauro Giannelli, coordinatore nazionale FQTS, il Dott. Gianluca Budano, portavoce di Puglia Forum Terzo Settore, e il Presidente dell’ATSP, Dott.Prof.Oreste Serrano. Nei percorsi formativi realizzati da FQTS nelle sei regioni meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) sono stati individuati dei Beni Comuni che, se salvaguardati e valorizzati, potrebbero rappresentare le risorse fondamentali su cui impostare uno sviluppo sostenibile del territorio. Tali beni comuni sono stati oggetto di approfondimento da parte dei laboratori di comunicazione sociale attivati in ciascuna regione che, al termine del percorso, hanno predisposto appositi prodotti multimediali per la loro valorizzazione: spot, documentari, reportage fotografici, interviste, ecc. Alla chiusura del percorso FQTS 2012 sono stati presentati i prodotti dei 6 laboratori in una mostra evento realizzata in quattro vagoni ferroviari in modo da consentire un agevole trasferimento della stessa in altre sedi. Attraverso dei monitor video, sono stati proiettati a ciclo continuo gli spot, i documentari ed i prodotti audio video realizzati nelle varie regioni. La sezione foto è stata invece allestita su pannelli stampati con i materiali di reportage. Una sezione “interviste” è stata infine allestita all’interno della vettura Ristoro con testimonianze relative sia di Beni Comuni valorizzati per il benessere del territorio e delle comunità.Sono stati avviati i contatti con la trasmissione “Ambiente Italia” di RAI 1 che pare interessata ad entrare nel partenariato per dare risalto in ambito nazionale alla mostra evento. Per i prodotti multimediali (spot di promozione e sensibilizzazione sociale) sono stati coinvolti dei media-partner locali che potranno trasferire alla pubblica opinione il messaggio veicolato dalla mostra evento. La promozione avverrà anche su media e carta stampata. Gli spot saranno pubblicati su youtube e/o divulgati tramite cd-rom nelle scuole. Il Dott. Serrano Oreste nel suo intervento ha illustrato gli scopi e gli obiettivi propri dell’Associazione che sono quelli pertinenti al tema del convegno, ossia alla salvaguardia dei Beni Comuni riguardanti i rotabili storici, patrimonio non solo di una parte della Società ma di tutta l’intera Comunità proprio perche appartenenti a tutti; ognuno di noi, ha proseguito, deve fare il proprio dovere per la salvaguardia e la valorizzazione. Il suo breve ma intenso intervento ha riguardato la storia tecnica dei prestigiosi contenitori culturali su cui si faceva la mostra e la Conferenza Stampa. Con questo evento l’ATSP ha dato prova della sua vitalità e del suo pieno inserimento e partenariato con le massime organizzazioni culturali del Terzo Settore a cui anche l’ATSP-onlus appartiene a pieno titolo, e quelle locali della Regione Puglia che hanno apprezzato il lavoro svolto da anni dall’ATSP promettendo impegno e sostegno agli obiettivi. La mostra è stata aperta dalle ore 10,00 alle 18,00 al numeroso pubblico, raccolto anche tra i passeggeri della stazione che incuriositi dalla bellezza del treno storico, si sono riversati numerosi. Il Dott. Mauro Giannelli, coordinatore nazionale del FQTS ha espresso il suo plauso per la bellezza del Treno Storico cosi ben curato e del suo bellissimo uso come contenitore culturale di eccezionale portata; ha promesso che a breve la Mostra/evento sarà itinerante con il Treno d’epoca di Trenitalia per le città del sud. Il Treno storico era composto da 4 vetture cento porte e dai due postali Duz e DI e trainato dalla meravigliosa E 626 185 che costantemente sotto tensione ha attirato non pochi visitatori per i suoi caratteristici rumori. Esso è giunto nella stazione di Bari Centrale alle 22,00 del 17 gennaio scortato da 4 soci dell’ATSP. Nella mattinata del giorno successivo sono giunti il Presidente, due Consiglieri e un socio per partecipare alla cerimonia ufficiale. Il convoglio storico ha fatto rientro a Taranto alle ore 21,30

IL PRESIDENTE

 

 

 
"Viaggi nel Tempo" Taranto - Salerno 2012 Stampa E-mail

Ricevo dal nostro validissimo socio Marco Callini di Ravenna il suo personale resoconto circa il Treno di Natale che ho trovato bellissimo e che propongo a tutti voi come regalo di Natale per coloro che lo leggono per le emozioni che il nostro “hobby” fornisce a chi è pieno di passione e di amore per questa nostra bella ferrovia. Con questo viaggio l’ATSP ha voluto dimostrare con la massima umiltà all’Italia intera e soprattutto ai vertici delle Ferrovie dello Stato che dobbiamo avere più attenzione dei treni storici che sono l’immagine più bella delle nostra storia, che è comune a tutti noi; e che senza il volontariato delle Associazioni queste meraviglie non si sarebbero potute mostrare a nessuno; e gran merito va all’ Associazione Treni Storici Puglia che rappresenta ormai un punto di forza dei treni d’epoca nel sud Italia. Infine con un pizzico di amarezza che tutti voi sono sicuro che comprendete , questo viaggio è stato un omaggio dell’ATSP ai macchinisti di Trenitalia, Costantino Canè e Paolo Fiume della DPR Puglia che hanno voluto chiudere la loro carriera conducendo per l’ultima volta il treno storico della loro Direzione,dimostrando grande affetto e amore verso il nostro operato , loro che dal 2003 hanno condotto con grande maestria tutti i 123 treni storici organizzati dall’ATSP. Speriamo non sarà una grande perdita; diventa sempre più difficile trovare uomini che sappiano conoscere queste meravigliose macchine. Il Presidente dell’ATSP-Onlus Dott.Prof.Oreste Serrano

 

“Quella sera è stata piena di emozionisono “sbucato” dalla galleria Santa Lucia a bordo di un fiammante ETR 575 della Nuovo Trasporto Viaggiatori in arrivo da Napoli e, nonostante fossi su un treno ultramoderno, cercavo con la coda dell’occhio il Treno Storico ATSP, che sapevo in sosta a Salerno; quando eccolo finalmente in sosta sul primo binario che fa bella mostra di sé con tanta gente attorno. Scendo dal mio comodo e ultramoderno ma “freddo” treno ad alta velocità per recarmi sul primo marciapiede a fare qualche foto alla E646 028, ma quando arrivo sono sorpreso dalla folla che ci sta attorno. Decine di persone che fotografano il locomotore come fosse una cosa più unica che rara.. …e in realtà lo è! Altre che fanno la fila per salire e poter entrare in cabina. E’ una prima donna, vestita di grigioverde nel pieno della sua giovinezza, come quando era al traino di treni di prestigio e di lusso negli anni 60. Purtroppo oggi è molto triste perché non le lasciano fare quello per cui è nata; ma è fiera di se e dei suoi stimatori e fornisce prezioso ausilio al convoglio storico. Faccio un giro per Salerno in attesa dell’orario di partenza. Non avrei mai creduto; Salerno è un città accogliente e l’aspetto natalizio che le è conferito dalle migliaia di luci; è davvero unico e abbiamo fatto bene a venire qui. Quando torno in stazione la E646 è ancora attorniata di gente e si vocifera che in internet, nei vari forum ad argomentazione ferroviaria e non, si stia facendo a gara per chi “carica” la foto più bella del Treno Storico. E’ il momento di festeggiare la carriera e quindi la pensione dei macchinisti di Trenitalia Costantino Canè e Paolo Fiume che da 10 anni conducono con maestria i convogli storici della DPR Puglia e che tanto hanno dato come soci all’ATSP in esperienza e disponibilità. Viene loro consegnata dal Presidente un targa a ricordo con incisi i loro nomi; non sono persone a cui piacciono troppo le cerimonie ma accettano con orgoglio questo riconoscimento e mi fa piacere quando sono proprio io ad essere chiamato ad immortalare il momento con alcune foto. La D445 viene messa in moto e avvicinata al treno proprio davanti alla E646 che viene “strappata” ai ragazzi e ai meno giovani che continuano a fotografarla. I passeggeri salgono soddisfatti della giornata passata in modo diverso e in atmosfera d’altri tempi e sono carichi di acquisti natalizi. Una bella “fischiata” e si parte velocemente. La corsa è veloce fino a Battipaglia dove inizia una pioggerellina incessante che ci accompagnerà per tutto il percorso appenninico. Arrivati all’importante nodo di Battipaglia ci fermiamo al segnale rosso di stazione; dobbiamo cambiare linea proseguendo verso l’interno, e questa è la procedura. Mentre stiamo facendo un resoconto della giornata stando seduti nel bagagliaio mi viene da estraniare il mio grande desiderio di fare un tragitto in testa al convoglio per ammirare di notte la bellezza di questa linea ricchissima di storia; mi ospita la D 445. Ora la linea è a binario unico e comincia una lieve salita che ci porta pian piano sulle prime colline dell’Appennino Lucano; transitiamo ad Eboli, località a “noi del nord” nota più che altro per il famoso romanzo di Carlo Levi “Cristo si è fermato ad Eboli” da cui è stato tratto anche l’omonimo e bellissimo film che inizia con qualche scena ferroviaria girata però a Gravina in Puglia. La D445 se la cava bene, non dobbiamo però dimenticare che la storica E646 è dietro che ci da una buona mano! Il tempo peggiora, piove più forte e le rotaie sono molto viscide….i macchinisti che conoscono molto bene questa tratta pensano già che dovremo affrontare le lunghe rampe in salita fino a Tito. Il tratto dopo la stazione di Campagna si fa molto tortuoso e attraversiamo il fiume Sele in numerosi punti, transitiamo velocemente anche da Contursi Terme e dopo pochi chilometri siamo al primo rallentamento. Nella tratta che stiamo attraversando c’è stata una piccola frana nella notte tra i 9 e il 10 dicembre probabilmente causata dalle forti piogge di quei giorni. Il rallentamento è a 10 chilometri orari che il macchinista Costantino Canè mantiene con una precisione impeccabile. Scorgiamo un fuocherello al lato destro del binario; è l’unico modo che hanno per scaldarsi le due persone che sono a tenere controllato il punto della frana; questi sono sotto un telo legato a due alberi e dovranno rimanere di guardia tutta la notte. Da notare che qui ci si arriva solo a piedi lungo i binari. Passato il punto della frana con tutto il treno si riprende la corsa verso Potenza. Anche il transito a Sicignano degli Alburni è in velocità e attendo la fine della galleria successiva per poter vedere le poche tracce che restano della compianta ferrovia per Lagonegro. Ora inizia il tratto più suggestivo e impressionante della linea; un susseguirsi di gallerie e curve che, con il maltempo incessante, rendono il viaggio piuttosto avvincente. E’ a questo punto che pensando anche a quanto successo il 3 marzo del 1944 al treno 8017 nella “Galleria delle Armi” nei pressi Balvano che dico con Paolo e Costantino che per fare il loro mestiere ci vuole anche una certa dose di coraggio e “sangue freddo”. Siamo in zone completamente isolate, su una linea a mezza costa con rocce a strapiombo sul fiume, un susseguirsi continuo di gallerie e ponti poi curve e controcurve con un treno che pesa diverse centinaia di tonnellate…la visibilità è poco buona; non sai mai cosa ci può essere dopo la curva successiva! E’ affascinante per quanto emozionante! Dopo la stazione di Bella-Muro iniziano le rampe più ripide, si passa prima al 14 poi al 26 per mille e si fa sentire il peso del nostro treno. Fatichiamo molto a tenere la velocità che vorremmo e purtroppo dobbiamo desistere a causa del segnale di ingresso alla stazione di Tito che è disposto a via impedita. Restiamo fermi per qualche minuto ma poi, mossi dal dubbio sui motivi di un “via impedita” in questo punto, si decide di avviare il Mod.45 per poter proseguire. Costantino fa una telefonata alla persona in servizio questa notte per la dirigenza della linea e questo ci autorizza a passare con il rosso con la condizione di marciare a vista fino al successivo segnale a via libera. Dopo Tito la linea è in discesa e arrivare a Potenza è un attimo; sostiamo nella stazione di Potenza Centrale per il tempo necessario al cambio macchinista; Costantino lascia il posto a Paolo che ci condurrà sulla restante tratta fino allo Jonio. A Paolo spetta il difficile compito di mantenere una velocità elevata in modo da farci recuperare un po’ del ritardo accumulato causa il rallentamento per la frana e quel semaforo rosso ma loro che conoscono bene la linea sanno già che ci toccano altri due rallentamenti. A parte alcuni chilometri di punti con velocità di rango non molto alte il tachigrafo segna 90 velocità che manteniamo per lunghe tratte e transitiamo dalle stazioni di Grassano e poi Salandra-Grottole in piena velocità; siamo sul fianco destro del Basento, fiume che “seguiremo” fino a Metaponto. L’avvicinarsi della stazione di Ferrandina ci viene “annunciato” dall’affiancarsi sul lato sinistro del “fantasma” della vergognosamente mai completata linea per Matera e dal bellissimo ponte che attraversa il fiume della ormai scomparsa linea Matera-Ferrandina-Montalbano delle Ferrovie Calabro Lucane. Transitiamo dalla stazione di Ferrandina in piena velocità, permessa dal fatto che, in occasione della progettata costruzione della linea per Matera, il piano binari di stazione è stato completamente ammodernato così come edifici e marciapiedi. Anche il transito da Pisticci e Bernalda è in piena velocità e, il primo rallentamento, lo abbiamo solo all’ingresso della curva prima della stazione di Metaponto dove troviamo un ben sperato “via libera” che ci fa proseguire senza perdere troppa velocità. Il restante tratto è facile; la linea costiera sullo Jonio è bella rettilinea e passiamo dai paesi “rompendo” quel beato silenzio che li avvolge; unica cosa da segnalare sono tre persone che stanno dormendo sul marciapiede del primo binario della stazione di Ginosa e non vengono minimamente disturbate dal nostro passaggio tutt’altro che silenzioso. L’arrivo a Taranto è marcato dal passaggio a fianco degli stabilimenti dell’ ILVA, nome che ha sempre avuto un grande risonanza ed importanza nella storia di Taranto ma che ora risuona purtroppo meno gloriosamente in tutta l’Italia e anche in Europa. Passandoci a fianco non si stenta a credere che sia veramente l’acciaieria più grande del nostro continente. Si passa a fianco del deposito locomotive che è anche sede dei Rotabili Storici dell’ATSP e dove il “nostro Treno” verrà ricoverato non appena tutti i passeggeri stanchi ma felici di aver passato una giornata diversa e spensierata saranno scesi del treno. Arriviamo in stazione a Taranto accolti ancora una volta sul primo binario, il tempo di salutare i miei nuovi amici macchinisti e di augurargli una “buona pensione” poi raccolgo le mie cose un saluto a voi soci che “accompagnerete” il treno fino in deposito e mi dirigo in albergo. Vorrei nuovamente ringraziare per questa opportunità, vorrei ringraziare Paolo e Costantino per avermi preso con loro e di avermi reso partecipe alle “situazioni” di viaggio e per gli interessanti racconti delle loro esperienze, non di meno tutti i soci ATSP che si sono dati da fare per l’organizzazione del treno e per il servizio prestato quel giorno che non dimenticherò mai."


MARCO CALLINI

 

 

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