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DALL’E.626 ALL’EUROSTAR
1928-2008: ottant’anni di locomotive elettriche FS
Giovanni Cornolò
E’ l’ultima opera in ordine di tempo del Cornolò, grande osservatore della realtà ferroviaria italiana ed estera, e non tradisce le attese dei suoi estimatori; malgrado la robustezza del volume, che supera le cinquecento pagine, l’Autore riesce a coinvolgere il lettore nelle vicende storiche del sistema di trazione elettrica da ultimo adottato dalle Ferrovie dello Stato con un calibrato mix di narrativa e di descrizioni tecniche.
Il libro appare inoltre di utile lettura per chi, come i soci dell’ATSP, si occupa del recupero di rotabili storici, in quanto fornisce – anche per i Gruppi più anziani come le E.626, le E.424 e le E.636 – importanti spunti storici e, senza tema di smentita, anche culturali. |
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La Ferrovia garganica
Salvo Bordonaro – Bruno Pizzolante
L’argomento dell’opera è una fra le più belle e pittoresche ferrovie pugliesi che da poco tempo ha degnamente celebrato i 75 anni di vita.
La San Severo – Peschici svolge dal 1931 un onorevole servizio che gli Autori del libro hanno inteso tratteggiare negli aspetti tecnici, storici e di costume locale; secondo un ben collaudato canovaccio, le vicende storiche della ferrovia sono preliminarmente inquadrate nel contesto territoriale di riferimento, caratterizzato dalle diverse esigenze di sviluppo del Tavoliere e, soprattutto, del Gargano che nei decenni attorno alla fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento definirono il progetto definitivo della nostra linea ferroviaria. |
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"Domenica 14 dicembre l'ATSP ha organizzato il tradizionale "Treno di Santa Lucia" fra Taranto a Lecce, sul quale hanno preso posto circa 400 visitatori che hanno affollato le vie del centro salentino alla ricerca dei tipici oggetti in cartapesta dell'artigianato locale.
Il convoglio, nella sua composizione ormai consueta di sei carrozze - cinque delle quali del tipo "Centoporte" - e due ex bagagliai-postali, è stato trainato all'andata dalla veterana E 626.185; al ritorno, come di prassi ormai da un po' di tempo, le carrozze sono state prese in consegna dall'E 636.318.
Lasciata la stazione di Taranto poco dopo le 8,30 sotto un cielo nuvoloso e ancora carico dell'umidità derivante da un acquazzone notturno, la E 626.185 ha percorso i primi metri con qualche difficoltà dovuta all'imperfetta sfrenatura di una carrozza in composizione. "Sgranchite" le ruote e risoltosi spontaneamente il problema al rotabile trainato, la nostra arzilla locomotiva ha toccato i 95 km/h sul rettilineo fra Nasisi e Grottaglie prima di fermarsi in quest'ultimo scalo per consentire l'accesso di altri due passeggeri.

Il treno storico pronto per la partenaza nella stazione di Taranto
Più impegnativa si è rivelata la successiva tratta, caratterizzata dalla dura rampa subito dopo la curva in uscita dalla stazione della "città delle ceramiche" che ha richiesto il continuo ricorso alle sabbiere a causa delle rotaie viscide, "deliziando" i passeggeri con qualche chilometro percorso a non più di 20 km/h e mettendo a dura prova le capacità della coppia dei macchinisti alla condotta del mezzo.
Il resto del tragitto fino a Brindisi, tutto a semplice binario, è stato coperto agevolmente con la sola sosta a Francavilla Fontana. Sul doppio binario fino al capoluogo salentino, all'incrocto con l'IC Adige appena partito per Bolzano, il convoglio storico è stato salutato da un lungo e festoso fischio proveniente dalla locomotiva in transito sull'altro binario, al quale la nostra settantatreenne motrice ha piacevolmente risposto.

Vista sulla linea dal finestrino centrale della cabina di guida dell'E 626.185
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