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"Viaggi nel Tempo" Taranto - Salerno 2012 Stampa E-mail

Ricevo dal nostro validissimo socio Marco Callini di Ravenna il suo personale resoconto circa il Treno di Natale che ho trovato bellissimo e che propongo a tutti voi come regalo di Natale per coloro che lo leggono per le emozioni che il nostro “hobby” fornisce a chi è pieno di passione e di amore per questa nostra bella ferrovia. Con questo viaggio l’ATSP ha voluto dimostrare con la massima umiltà all’Italia intera e soprattutto ai vertici delle Ferrovie dello Stato che dobbiamo avere più attenzione dei treni storici che sono l’immagine più bella delle nostra storia, che è comune a tutti noi; e che senza il volontariato delle Associazioni queste meraviglie non si sarebbero potute mostrare a nessuno; e gran merito va all’ Associazione Treni Storici Puglia che rappresenta ormai un punto di forza dei treni d’epoca nel sud Italia. Infine con un pizzico di amarezza che tutti voi sono sicuro che comprendete , questo viaggio è stato un omaggio dell’ATSP ai macchinisti di Trenitalia, Costantino Canè e Paolo Fiume della DPR Puglia che hanno voluto chiudere la loro carriera conducendo per l’ultima volta il treno storico della loro Direzione,dimostrando grande affetto e amore verso il nostro operato , loro che dal 2003 hanno condotto con grande maestria tutti i 123 treni storici organizzati dall’ATSP. Speriamo non sarà una grande perdita; diventa sempre più difficile trovare uomini che sappiano conoscere queste meravigliose macchine. Il Presidente dell’ATSP-Onlus Dott.Prof.Oreste Serrano

 

“Quella sera è stata piena di emozionisono “sbucato” dalla galleria Santa Lucia a bordo di un fiammante ETR 575 della Nuovo Trasporto Viaggiatori in arrivo da Napoli e, nonostante fossi su un treno ultramoderno, cercavo con la coda dell’occhio il Treno Storico ATSP, che sapevo in sosta a Salerno; quando eccolo finalmente in sosta sul primo binario che fa bella mostra di sé con tanta gente attorno. Scendo dal mio comodo e ultramoderno ma “freddo” treno ad alta velocità per recarmi sul primo marciapiede a fare qualche foto alla E646 028, ma quando arrivo sono sorpreso dalla folla che ci sta attorno. Decine di persone che fotografano il locomotore come fosse una cosa più unica che rara.. …e in realtà lo è! Altre che fanno la fila per salire e poter entrare in cabina. E’ una prima donna, vestita di grigioverde nel pieno della sua giovinezza, come quando era al traino di treni di prestigio e di lusso negli anni 60. Purtroppo oggi è molto triste perché non le lasciano fare quello per cui è nata; ma è fiera di se e dei suoi stimatori e fornisce prezioso ausilio al convoglio storico. Faccio un giro per Salerno in attesa dell’orario di partenza. Non avrei mai creduto; Salerno è un città accogliente e l’aspetto natalizio che le è conferito dalle migliaia di luci; è davvero unico e abbiamo fatto bene a venire qui. Quando torno in stazione la E646 è ancora attorniata di gente e si vocifera che in internet, nei vari forum ad argomentazione ferroviaria e non, si stia facendo a gara per chi “carica” la foto più bella del Treno Storico. E’ il momento di festeggiare la carriera e quindi la pensione dei macchinisti di Trenitalia Costantino Canè e Paolo Fiume che da 10 anni conducono con maestria i convogli storici della DPR Puglia e che tanto hanno dato come soci all’ATSP in esperienza e disponibilità. Viene loro consegnata dal Presidente un targa a ricordo con incisi i loro nomi; non sono persone a cui piacciono troppo le cerimonie ma accettano con orgoglio questo riconoscimento e mi fa piacere quando sono proprio io ad essere chiamato ad immortalare il momento con alcune foto. La D445 viene messa in moto e avvicinata al treno proprio davanti alla E646 che viene “strappata” ai ragazzi e ai meno giovani che continuano a fotografarla. I passeggeri salgono soddisfatti della giornata passata in modo diverso e in atmosfera d’altri tempi e sono carichi di acquisti natalizi. Una bella “fischiata” e si parte velocemente. La corsa è veloce fino a Battipaglia dove inizia una pioggerellina incessante che ci accompagnerà per tutto il percorso appenninico. Arrivati all’importante nodo di Battipaglia ci fermiamo al segnale rosso di stazione; dobbiamo cambiare linea proseguendo verso l’interno, e questa è la procedura. Mentre stiamo facendo un resoconto della giornata stando seduti nel bagagliaio mi viene da estraniare il mio grande desiderio di fare un tragitto in testa al convoglio per ammirare di notte la bellezza di questa linea ricchissima di storia; mi ospita la D 445. Ora la linea è a binario unico e comincia una lieve salita che ci porta pian piano sulle prime colline dell’Appennino Lucano; transitiamo ad Eboli, località a “noi del nord” nota più che altro per il famoso romanzo di Carlo Levi “Cristo si è fermato ad Eboli” da cui è stato tratto anche l’omonimo e bellissimo film che inizia con qualche scena ferroviaria girata però a Gravina in Puglia. La D445 se la cava bene, non dobbiamo però dimenticare che la storica E646 è dietro che ci da una buona mano! Il tempo peggiora, piove più forte e le rotaie sono molto viscide….i macchinisti che conoscono molto bene questa tratta pensano già che dovremo affrontare le lunghe rampe in salita fino a Tito. Il tratto dopo la stazione di Campagna si fa molto tortuoso e attraversiamo il fiume Sele in numerosi punti, transitiamo velocemente anche da Contursi Terme e dopo pochi chilometri siamo al primo rallentamento. Nella tratta che stiamo attraversando c’è stata una piccola frana nella notte tra i 9 e il 10 dicembre probabilmente causata dalle forti piogge di quei giorni. Il rallentamento è a 10 chilometri orari che il macchinista Costantino Canè mantiene con una precisione impeccabile. Scorgiamo un fuocherello al lato destro del binario; è l’unico modo che hanno per scaldarsi le due persone che sono a tenere controllato il punto della frana; questi sono sotto un telo legato a due alberi e dovranno rimanere di guardia tutta la notte. Da notare che qui ci si arriva solo a piedi lungo i binari. Passato il punto della frana con tutto il treno si riprende la corsa verso Potenza. Anche il transito a Sicignano degli Alburni è in velocità e attendo la fine della galleria successiva per poter vedere le poche tracce che restano della compianta ferrovia per Lagonegro. Ora inizia il tratto più suggestivo e impressionante della linea; un susseguirsi di gallerie e curve che, con il maltempo incessante, rendono il viaggio piuttosto avvincente. E’ a questo punto che pensando anche a quanto successo il 3 marzo del 1944 al treno 8017 nella “Galleria delle Armi” nei pressi Balvano che dico con Paolo e Costantino che per fare il loro mestiere ci vuole anche una certa dose di coraggio e “sangue freddo”. Siamo in zone completamente isolate, su una linea a mezza costa con rocce a strapiombo sul fiume, un susseguirsi continuo di gallerie e ponti poi curve e controcurve con un treno che pesa diverse centinaia di tonnellate…la visibilità è poco buona; non sai mai cosa ci può essere dopo la curva successiva! E’ affascinante per quanto emozionante! Dopo la stazione di Bella-Muro iniziano le rampe più ripide, si passa prima al 14 poi al 26 per mille e si fa sentire il peso del nostro treno. Fatichiamo molto a tenere la velocità che vorremmo e purtroppo dobbiamo desistere a causa del segnale di ingresso alla stazione di Tito che è disposto a via impedita. Restiamo fermi per qualche minuto ma poi, mossi dal dubbio sui motivi di un “via impedita” in questo punto, si decide di avviare il Mod.45 per poter proseguire. Costantino fa una telefonata alla persona in servizio questa notte per la dirigenza della linea e questo ci autorizza a passare con il rosso con la condizione di marciare a vista fino al successivo segnale a via libera. Dopo Tito la linea è in discesa e arrivare a Potenza è un attimo; sostiamo nella stazione di Potenza Centrale per il tempo necessario al cambio macchinista; Costantino lascia il posto a Paolo che ci condurrà sulla restante tratta fino allo Jonio. A Paolo spetta il difficile compito di mantenere una velocità elevata in modo da farci recuperare un po’ del ritardo accumulato causa il rallentamento per la frana e quel semaforo rosso ma loro che conoscono bene la linea sanno già che ci toccano altri due rallentamenti. A parte alcuni chilometri di punti con velocità di rango non molto alte il tachigrafo segna 90 velocità che manteniamo per lunghe tratte e transitiamo dalle stazioni di Grassano e poi Salandra-Grottole in piena velocità; siamo sul fianco destro del Basento, fiume che “seguiremo” fino a Metaponto. L’avvicinarsi della stazione di Ferrandina ci viene “annunciato” dall’affiancarsi sul lato sinistro del “fantasma” della vergognosamente mai completata linea per Matera e dal bellissimo ponte che attraversa il fiume della ormai scomparsa linea Matera-Ferrandina-Montalbano delle Ferrovie Calabro Lucane. Transitiamo dalla stazione di Ferrandina in piena velocità, permessa dal fatto che, in occasione della progettata costruzione della linea per Matera, il piano binari di stazione è stato completamente ammodernato così come edifici e marciapiedi. Anche il transito da Pisticci e Bernalda è in piena velocità e, il primo rallentamento, lo abbiamo solo all’ingresso della curva prima della stazione di Metaponto dove troviamo un ben sperato “via libera” che ci fa proseguire senza perdere troppa velocità. Il restante tratto è facile; la linea costiera sullo Jonio è bella rettilinea e passiamo dai paesi “rompendo” quel beato silenzio che li avvolge; unica cosa da segnalare sono tre persone che stanno dormendo sul marciapiede del primo binario della stazione di Ginosa e non vengono minimamente disturbate dal nostro passaggio tutt’altro che silenzioso. L’arrivo a Taranto è marcato dal passaggio a fianco degli stabilimenti dell’ ILVA, nome che ha sempre avuto un grande risonanza ed importanza nella storia di Taranto ma che ora risuona purtroppo meno gloriosamente in tutta l’Italia e anche in Europa. Passandoci a fianco non si stenta a credere che sia veramente l’acciaieria più grande del nostro continente. Si passa a fianco del deposito locomotive che è anche sede dei Rotabili Storici dell’ATSP e dove il “nostro Treno” verrà ricoverato non appena tutti i passeggeri stanchi ma felici di aver passato una giornata diversa e spensierata saranno scesi del treno. Arriviamo in stazione a Taranto accolti ancora una volta sul primo binario, il tempo di salutare i miei nuovi amici macchinisti e di augurargli una “buona pensione” poi raccolgo le mie cose un saluto a voi soci che “accompagnerete” il treno fino in deposito e mi dirigo in albergo. Vorrei nuovamente ringraziare per questa opportunità, vorrei ringraziare Paolo e Costantino per avermi preso con loro e di avermi reso partecipe alle “situazioni” di viaggio e per gli interessanti racconti delle loro esperienze, non di meno tutti i soci ATSP che si sono dati da fare per l’organizzazione del treno e per il servizio prestato quel giorno che non dimenticherò mai."


MARCO CALLINI

 

 

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Taranto - Potenza - Salerno 16 Dicembre 2012 Stampa E-mail

Con l’affascinante treno storico di Trenitalia Spa l’ATSP propone il Natale a Salerno per ammirare e godere del fantastico spettacolo delle Luci D’Artista che si sviluppano en plein air- per ben ventisette chilometri dove si viene avvolti in un'atmosfera magica densa di riferimenti mitologici, fiabeschi, naturali. Un itinerario sospeso tra incanto e bellezza, stupore e meraviglia con sofisticatissime soluzioni tecnologiche uniche in Europa che danno vita a cigni luminosi, creature alate, lampade e lanterne, onde e vele, stelle e pianeti ed un caleidoscopio arcobaleno. Nel centro storico di Salerno l'appuntamento più atteso delle feste, è il Natale in Fiera 2012. Organizzato dalla Bottega San Lazzaro in collaborazione con l'amministrazione comunale del capoluogo campano, vedrà il centro storico animarsi a festa con l'allestimento dei tradizionali mercatini natalizi nelle principali piazze e vie del centro cittadino. E’ un appuntamento unico da non mancare. Per qualsiasi info clicca qui

 
"Viaggio nel Tempo" Taranto - Melfi 2012 Stampa E-mail

Si è effettuato domenica 21 ottobre 2012 il Treno delle Castagne, Taranto-Melfi, organizzato dall’”Associazione Treni Storici Puglia-Onlus” di Taranto, in occasione della “Sagra della Varola” nella splendida città federiciana. Il convoglio storico era composto da due locomotive e ben 10 vetture, piene in ogni ordine di posti a sedere con numerosi passeggeri anche sugli strapuntini i; i passeggeri erano 736, un primato di questi tempi ( non si sono potute accogliere oltre 300 ulteriori richieste).Al numero dei passeggeri si devono aggiungere I Soci ATSP che in numero di 29, hanno svolto egregiamente i compiti di istituto loro assegnati. Il numero così consistente di passeggeri sul treno è ormai una felice costante che dipende soprattutto dalla buona commercializzazione messa in atto dall’ATSP che si fonda sulla vasta rete informatica ,con una propria e ricca banca dati e sulla pubblicità tradizionale. Anche le collaborazioni con le Associazioni del territorio sono di grande importanza; e per il Treno delle Castagne una particolare menzione si deve fare al Dopolavoro Ferroviario di Taranto e all’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) di Statte (TA). Il Treno delle Castagne dimostra quanto di buono una piccola Associazione come l’ATSP riesce a fare con la propria organizzazione stimolando e coinvolgendo tanta gente con le loro famiglie a servirsi del treno d’epoca per trascorrere giornate all’insegna dello svago e della cultura; dando prova che i treni turistici se ben organizzati e gestiti possono essere una valida alternativa al degrado del trasporto italiano su strada. A tal proposito un ringraziamento è doveroso alla Direzione del Trasporto Passeggeri Regionale Puglia, che permette e sostiene la realizzazione di tutto questo.Il viaggio di ben 540 Km tra andata e ritorno si è svolto in modo regolare e tranquillo , favorito anche dalla splendida giornata di sole e dal clima davvero estivo. Tutti i passeggeri hanno potuto osservare lo splendido panorama dei territori attraversati che solo il treno a lenta velocità può far gustare. Dopo Metaponto il paesaggio marittimo ha lasciato il posto prima a quello argilloso delle colline lucane per poi essere montagnoso-collinare nella provincia di Potenza, con gli splendidi scenari delle montagne carsiche tra Albano di Lucania e Trivigno, simili a quelle dolomitiche. Il treno è partito dalla stazione di Taranto con 15’ di ritardo ed è giunto nella stazione di Potenza in perfetto orario. Altri passeggeri sono saliti sul treno , e nei pochi minuti di sosta ,dovuta all’inversione di marcia, si è avuta la possibilità di rifocillarsi al bar della stazione ;il treno alle 10,45 è ripartito alla volta di Melfi. La Potenza - Melfi , della linea per Foggia, è di notevole bellezza paesaggistica, con panorami che non hanno nulla da invidiare a quelli toscani o prealpini; e si articola in tante gallerie, in curve e controcurve con ponti e manufatti di notevole bellezza architettonica che percorrono la laboriosa terra collinare degli Appennini interni lucani; la linea è completamente ancora diesel e ciò spiega la trazione asimmetrica del convoglio storico. Alle 11,30 con leggero anticipo sull’ orario, il treno ha fatto ingresso nella bella, ma ahimè fredda, stazione di Melfi, dove numerosi cittadini informati dell’evento erano ad attenderlo, con in testa il Sindaco accompagnato da alcuni membri del suo Consiglio. Ha voluto dare il suo personale benvenuto . Il Presidente dell’ATSP ha ringraziato della loro particolare presenza in stazione e gli ha fatto da guida per la visita al treno ; si è discusso anche di futura collaborazione per altri eventi. Il treno, possente nella sua livrea storica ben curata dall’ATSP, è rimasto a disposizione nella stazione per tutto il tempo della sua sosta della cittadinanza e di tutti coloro che volevano visitarlo, mentre i passeggeri del treno con i bus navetta gratis messi a disposizione dell’Amministrazione comunale sono stati trasferiti dalla stazione al Borgo antico dove tra le bellissime vie si svolgeva la famosa “Sagra della Varola”.


 

Riflessioni a margine dell’evento
 
Vista la difficile situazione economica dell’Italia, il Treno delle Castagne rappresenta un grande successo per l’ATSP di Taranto che si spiega innanzitutto per la passione che anima i soci per la Ferrovia e la sua cultura storica ; dal loro sacrificio , per l‘esperienza di dieci anni di treni d’epoca, tutti di prestigio, e non per ultimo per la economicità di gestione. Organizzare ed allestire un treno di 12 pezzi non è uno scherzo da ragazzi; e quanto realizza l’ATSP nel campo dei treni d’epoca oggi è ben risaputo sia a livello locale che nazionale; ed è tenuto in debito conto. Ma è un successo che potrebbe essere ancora più esaltante. Il Treno delle Castagne, come gli otto treni precedenti del 2011 dell’ATSP, non sono più fedeli alla loro storicità . infatti una norma della Agenzia della Sicurezza Ferroviaria (ANSF) limita a 50 Km/h la velocità di tutti i rotabili privi di Sistema Controllo Marcia Treno(SCMT), e le locomotive storiche, essendone prive per ovvie ragioni, sono costrette a limitare le velocità; il danno è enorme come si può immaginare . L’ATSP e la DPR Puglia sono costretti ad adattarsi e a fare di necessità virtù,e non potendo utilizzare le splendide ed efficienti locomotive del parco storico assegnate in Puglia( tutte con velocità tra i 95 e 140 Km/h)si utilizzano in service quelle del parco regionale ordinario, con un effetto decisamente brutto; altrimenti non si arriverebbe più a destinazione ed RFI troverebbe difficoltà a dare le tracce orario. Una soluzione a questo problema speriamo che si adotti al più presto. In tal senso da molto tempo l’ATSP ha fatto richiesta di una o due locomotive dotate di SCMT per essere introdotte nel parco storico a trainare i convogli storici ; e a tal proposito attende ,dopo un accurato restauro da parte dell’ATSP ,l’immissione in asset la D 445 1034. Ma a questo punto è necessario e auspicabile un E 655/6 elettrico, per la chiusura continua delle linee non elettrificate. Inoltre altro ostacolo alla effettuazione dei treni storici è l’alto costo di noleggio del treno praticato da Trenitalia Spa che rende difficile e a volte impedisce di fatto lo sviluppo di questo servizio turistico, mettendo fuori mercato i treni d’epoca, compromettendo così anche l’efficienza di tanti rotabili per la loro immobilità. L’ATSP per superare questo enorme ostacolo ha bisogno di un numero considerevole di posti /treno, per rientrare nelle spese;e questo spiega la lunghezza e la eterogeneità di certi convogli. Alternativa sarebbe l’aumento del biglietto, con grande rischio per le adesioni. Legato a questo discorso è l’esiguità del parco storico di Taranto limitato a sole 7 vetture con pochi posti che non danno una sicurezza economica remunerativa , sebbene da anni due vetture completamente restaurate dall’Associazione ( come tutte le altre) e di eccezionale valore storico attendono la fine infinita delle pratiche burocratiche . Tutto questo spiega,oggi, la richiesta dell’ATSP per alcuni treni storici su lungo percorso di vetture regionali per rientrare nelle spese. Da tutto ciò emerge l’estrema difficoltà a fare i treni rigorosamente storici, come l’ATSP faceva un tempo. Malgrado queste situazioni negative, si va avanti; e prossima sfida è il treno di Natale, Taranto-Salerno programmato per il 9 dicembre 2012; è una ulteriore dimostrazione che tutto si può fare se si ha fiducia nelle proprie forze e in Trenitalia che può e deve risolvere questi problevmi, con l’ausilio delle Associazioni convenzionate che dimostrano efficienza ed economicità di gestione,come appunto” l’Associazione Treni Storici Puglia” di Taranto di cui mi vanto di essere il fondatore e il Presidente.



Dott.Prof.Oreste Serrano

 

 

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Taranto - Potenza - Melfi 21 Ottobre 2012 Stampa E-mail

La 53° edizione della Sagra della Varola a Melfi è uno degli eventi enogastronomici e culturali più attesi dell'anno in Basilicata. Rappresenta una vetrina importante per le tipicità del territorio e per le aziende che fanno della qualita, nel rispetto delle tradizioni, il valore essenziale delle proprie produzioni. Un appuntamento che ogni anno diventa sempre più ricco di fascino e di emozioni. Con la Varola ogni angolo, ogni vicolo, ogni piazza del borgo medievale si trasforma in un punto di incontro di migliaia di turisti alla scoperta delle eccellenze agroalimentari.

Contributo obbligatorio a persona: 1 classe € 30,00 - 2 classe € 20,00

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